'La sicurezza degli alimenti sul tavolo dell' Ordine dei medici'

Sicurezza alimentare: diritti e doveri.

Sicurezza alimentare: diritti e doveri.

Negli ultimi anni l’interesse da parte dei consumatori verso la sicurezza alimentare è cresciuto notevolmente. Questo è un buon segnale che indica una certa responsabilità e attenzione da parte della popolazione verso l’acquisto dei prodotti alimentari.
Un comparto che desta maggiore preoccupazione, però, è rappresentato dal settore ittico.
Ancora si nutre una certa diffidenza nel consumare pesce nei ristoranti e soprattutto il consumo dello stesso non trova un volano pur essendo la nostra Cttà completamente costeggiata dal mare.
Gli ultimi sequestri da parte delle autorità competenti fanno emergere un quadro ancora allarmante. Dal mese di ottobre fino a oggi, i militari della Guardia Costiera di Reggio Calabria congiuntamente al personale della Guardia di finanza R.O.A.N e della Direzione territoriale del Lavoro, hanno effettuato controlli presso pubblici esercizi, operanti nel settore della ristorazione dei comuni di Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Scilla sequestrando ingenti quantità di pescato. Questo denota come ancora oggi, nonostante le stringenti normative UE gli operatori del settore alimentare (OSA) dimostrano scarsa sensibilizzazione ad una scrupolosa osservanza della normativa afferente i prodotti ittici destinati al consumo umano. Sono passati quattordici anni dall’entrata in vigore del Reg. (UE) 178/02 eppure ancora molti OSA hanno difficoltà nel recepire, oltre le buone pratiche igieniche di lavorazione, il concetto di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti alimentari, specialmente nel comparto dell’ittico. Il settore alimentare è un “mondo” complesso, fatto di direttive, norme, regolamenti e non ci si può fermare solo al Reg. (UE) 178/02 che è la base di tutti i regolamenti ma bisogna tenere in seria considerazione anche tutto il così detto Pacchetto Igiene che racchiude in se altri Regolamenti come il Reg. (UE) 852/04 (che obbliga gli operatori alla formazione) fino ad arrivare al nuovissimo regolamento Reg. (UE) 1169/2011 in materia di etichettatura e tutela del consumatore. Ci si rende conto, allora, che non tutti gli OSA sono in grado di attuare e interpretare suddette norme e regolamenti ma questa non vuole essere e non è una giustificazione. E’ previsto, infatti, un corso di formazione ex libretto sanitario come da Delibera Giunta Regionale 98/2007 che i responsabili e gli operatori del settore alimentare sono obbligatoriamente tenuti a frequentare con esame finale per il rilascio dell’attestato.
Frequentando i corsi tenuti da personale molto qualificato come Tecnologi Alimentari, biologi, veterinari, tecnici della prevenzione, gli OSA dovrebbero conoscere i tipi di contaminazione microbica, microrganismi responsabili di tossinfezioni alimentari, legislazione alimentare e operare così in modo coscienzioso ma anche professionale. Il consumatore dal suo canto, invece, dovrebbe essere sempre informato ma anche formato verso gli acquisti. Quando si va a fare la spesa o quando ci si siede a un ristorante, è bene osservare se all’interno del locale esiste un piano H.A.C.C.P. di solito è indicato e messo in bella mostra all’ingresso degli esercizi ma non si può sapere se effettivamente il sistema di autocontrollo viene applicato in maniera rigida e scrupolosa a questo punto è il consumatore che deve prestare attenzione alla qualità dei cibi sfruttando le sue capacità organolettiche: odore, colore, sapore. Bene fanno gli organi competenti e preposti ad effettuare tutti i controlli ma resta il fatto che ancora alcuni, se non molti imprenditori, non affrontano i corsi di somministrazione e bevande in modo appropriato e responsabile (visti i risultati) infatti nello scorso anno l’ASP n°5 di Reggio Calabria ha elevato sanzioni proprio per la mancanza delle buone pratiche igieniche in fase di lavorazione e dei locali, nonché, per mancata tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti alimentari.
Quando parliamo di alimentazione, parliamo di salute ed è un dovere per gli operatori del settore alimentare attenersi scrupolosamente alle regole e un diritto per il consumatore di acquistare prodotti salubri.

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