Promuoviamo la salute

24 Giugno 20150
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Transizione alimentare Promuoviamo la Salute

Da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, nel 1947, ha incluso nuovi aspetti riconducibili all’idea di benessere, il significato di salute ha subito una vera e propria rivoluzione concettuale.

Non è più necessaria l’assenza di malattia in un individuo ma va aggiunto anche il benessere fisico, psichico e sociale.

Oggi si parla molto di promozione alla salute e questo deve necessariamente comportare delle azioni multi settoriali volte ad assicurare a ogni individuo la migliore espressione della maggiore quantità di salute possibile. Già l’art. 32 della Costituzione Italiana recita: “ il possesso del migliore stato di salute che è possibile ottenere è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano”.

Su questo principio costituzionale la promozione della salute diviene un diritto che appartiene ad ogni singolo uomo, nessuno escluso, e ad ogni singolo uomo devono essere forniti tutti gli strumenti finalizzati alla conservazione della salute ed alla sua tutela.

L’ OMS nel 1984 sancisce che “la promozione della salute è il processo che permette alle persone di aumentare il controllo sui propri comportamenti e migliorare la propria salute”, ma il concetto di salute si svincola dal campo prettamente Sanitario nel 1986 con il documento finale della carta di Ottawa che fornisce una definizione più elaborata di promozione della salute “ […] la promozione della salute agisce attraverso una concreta ed efficace partecipazione della comunità nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie che consentono di raggiungere un migliore livello di salute”.

Questo passaggio è fondamentale nell’apprendere che il concetto di salute abbraccia e, soprattutto, rende più responsabile il singolo individuo, anche, attraverso decisioni legislative. Esempi di recente legislazione a tutela dell’utente e dell’intera collettività  possono riscontrarsi nel campo dell’educazione stradale (per esempio, l’obbligo per gli automobilisti di indossare le cinture di sicurezza-art. 172 del Codice della Strada), in alcune restrizioni imposte a specifiche abitudini sociali (per esempio, abolizione del fumo di tabacco nei locali pubblici e nel posto di lavoro- Legge  3 del 16 gennaio 2003) e in interventi di prevenzione delle malattie infettive (per esempio, l’obbligo di sottoporre tutti i nuovi nati alla vaccinazione anti epatite B- Legge 165 del 27 maggio 1991). (M.A.Coniglio et al. 2012).

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare la  “transizione alimentare”  (fenomeno che ha portato a modificare l’introito energetico da una dieta ipocalorica ad una ipercalorica)  rappresenta,oggi, il fenomeno nel quale si riscontra e si riconosce la maggior parte delle malattie non trasmissibili causa di mortalità ed invalidità. Se in epoca pre-industriale le patologie più frequenti erano riconducibili prevalentemente a cause microbiologiche, con l’avvento dell’industrializzazione, le patologie che minacciano la nostra salute sono dovute a stili di vita sbagliati come la cattiva alimentazione senza trascurare fattori aggiuntivi quali fumo di sigaretta, consumo smoderato di alcool.

Su cosa puntare oggi? Sicuramente accrescere l’empowerment e cioè incoraggiare un percorso comune e mirato (tra Istituzioni locali e nazionali) che permetta al singolo individuo di acquisire responsabilità e consapevolezza nell’intraprendere un concreto percorso di cambiamento del suo stile di vita.

Da qui l’auspicabile intervento di promuovere la salute nelle scuole, sugli ambienti di lavoro, nei market alimentari affinché la popolazione sia informata il più possibile.

L’educazione alimentare nelle scuole, ad esempio, può prevenire le cause dell’obesità, così come la lotta al tabagismo può prevenire il tumore al polmone,l’educazione sessuale e sentimentale può prevenire le malattie sessualmente trasmissibili e favorire un maturo ed equilibrato rapporto di coppia, la sicurezza sui luoghi di lavoro può prevenire gli infortuni causa di invalidità, l’educazione ambientale può sensibilizzare al rispetto dell’ambiente. Argomenti che interessano sicuramente la Sanità Pubblica ma che, attraverso di essa, coinvolgono il singolo cittadino che, se correttamente informato, può distinguere e scegliere ciò che è salubre da ciò che non lo è.

 

 

 


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