Sull'acqua il massimo della trasparenza

24 Giugno 20160
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Sull’acqua il massimo della trasparenza

A tutela e garanzia della salubrità dell’acqua il D.lgs 31/01 e s.m.i. definisce modalità e criteri di natura tecnico-operativa, relativi ai controlli interni.

Ai sensi dell’art. 7 del suddetto decreto il gestore del servizio idrico ha l’obbligo di effettuare i controlli interni per una verifica puntuale e continua delle caratteristiche analitiche dell’acqua erogata.

il gestore del servizio idrico è la società che si occupa di rendere potabile l’acqua prelevata da pozzi, da acqua superficiali, ecc. e distribuirla a tutte le utenze fino al punto di consegna (contatore). Il gestore della rete di distribuzione interna è il responsabile della gestione dal punto di consegna (contatore) al punto d’uso (rubinetto). I titolari e responsabili della gestione di edifici o strutture in cui l’acqua è fornita al pubblico (utenze sensibili):

  • Devono assicurare che i valori di parametro fissati all’All. I, siano rispettati, mantenendo i requisiti di qualità, tra il punto di consegna (contatore) e il rubinetto;
  • Dovranno pertanto garantire che la rete di distribuzione interna e gli eventuali impianti di trattamento non alterino la qualità dell’acqua.

Non sono obbligati ad effettuare il controllo analitico interno nei termini di cui all’ Art. 7 del D.lgs 31/01 e s.m.i. ma sono tenuti, individuando opportune verifiche e modalità, a garantire una corretta gestione dell’impianto di distribuzione interna:

  • Manutenzione delle reti;
  • Filtri;
  • Serbatoi e impianti di trattamento installati dopo il punto di consegna.

Sono tenuti a dare comunicazione all’A.S.P. (SIAN) competente in caso in cui vengono evidenziate casi di non conformità delle acqua potabili.

UTENZE SENSIBILI:

  • Scuole (asili nido, scuole materne), dove vi è la preparazione e la somministrazione di cibo;
  • Centri di preparazione pasti per mense aziendali, ospedali e scuole
  • Industrie alimentari
  • Comunità (ristoranti e alberghi)
  • Ospedali e case di cura.

Sono definite acque destinate al consumo umano tutte le acque qualunque ne sia l’origine, trattate o non trattate, che siano:

  • Fornite al consumo;
  • Utilizzate da imprese alimentari mediante incorporazione o contatto per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione, l’immissione di prodotti e sostanze destinate al consumo umano e che possano avere conseguenze per la salubrità del prodotto alimentare finale.

L’acqua a scopo potabile deve possedere le seguenti caratteristiche:

  1. Incolore, inodore,insapore;
  2. Priva di particelle sospese;
  3. Batteriologicamente pura;
  4. Chimicamente pura.

Un acqua può essere dichiarata idonea all’uso potabile solo quando è stata analizzata sia sotto il profilo microbiologico che chimico; nessun altra indicazione (assenza di torbidità, temperatura, isolamento ambientale della risorsa guida) costituisce un elemento sufficiente per dichiarare un acqua “Buona” o esente da rischi. Il D.lgs 31/01 e s.m.i. elenca i parametri in grado di definire se un acqua è potabile e fissa le concentrazioni massime (valori di parametro) da non superare.

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